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Elfi (Thìr'Esse)

Le Origini
Nel tempo primordiale, la Dea Lìnwàeth, Signora della Natura nella sua assoluta completezza, sentì la necessità di una stirpe che celebrasse il dono dell'Esistenza Eterna. Fu in un momento di sublime introspezione che ella versò una singola, luminosa lacrima, essenza pura del suo essere immutabile. Questa lacrima cadde nel cuore della Foresta di Elarun e toccando la nuda terra dove la Dea risiede, si condensò, mescolandosi alla linfa primordiale delle radici e all'odore acre del muschio selvatico. Da questa Sorgente di Essenza Eterna emerse la prima stirpe della Dea Lìnwàeth, gli Elfi.
Erano i Primogeniti, la cui carne era plasmata dalla sostanza stessa della natura selvatica e il cui spirito era intriso della voce del vento. Gli Elfi non furono creati per la natura, ma direttamente dalla natura, e per questo la loro immortalità è legata alla longevità degli alberi e la loro saggezza al cuore selvaggio di Lìnwàeth.

Storia
Quando la lacrima di Lìnwàeth cadde nel cuore del mondo, non generò un unico archetipo, ma due anime speculari, destinate a rappresentare la totalità perfetta della Dea. Queste anime furono Aeleth e Cyth, i Primogeniti, emersi contemporaneamente dalla Sorgente di Essenza Eterna.
L'intera stirpe che ne seguì, i Thìr'Esse, sono la manifestazione fisica di Lìnwàeth, la stirpe nata direttamente dalla sostanza della Dea, e per questo vincolati per sempre alle sue stagioni e al suo cuore selvaggio.
Aeleth emerse per primo, circondato da una luce fredda che rifletteva le stelle, incarnando la bellezza pura e l'armonia della Dea. Con capelli d'oro e occhi verdi come l'edera, egli fu l'elfo dell'armonia e il maestro arcano, colui che, ispirato dalla grazia di Lìnwàeth, plasmò le prime dimore nella Foresta di Elarun. Egli divenne il capostipite degli Elfi Alti, i raffinati e distaccati custodi delle antiche scienze, che celebrano Lìnwàeth attraverso l'ordine rituale.
Subito dopo Aeleth, dall'ombra proiettata dalla stessa Sorgente di Essenza Eterna, emerse Cyth. Egli era il lato selvaggio, la crudele e imprevedibile verità della natura. I suoi capelli erano scuri come la corteccia umida e i suoi occhi riflettevano l'argento della Luna. Cyth fu il custode silvestre, colui che onorava la carica guerriera e mistica di Lìnwàeth. Divenne il capostipite degli Elfi Silvani, fieri, indomiti e imperscrutabili.

Elfi e società di Myr
La società degli Elfi sviluppatasi nella Foresta di Elarun presso la Sorgente di Essenza Eterna, è il dominio fisico in cui la Legge di Lìnwàeth è imprescindibile, un popolo che si estende attraverso foreste primordiali e cime cristalline, il cuore del mondo naturale. Gli Elfi non si considerano abitanti del Regno, ma l'Essenza Stessa del suo territorio, venerando Lìnwàeth e le anime dei due Primogeniti Aeleth e Cyth.
La Foresta è la loro vera dimora e difesa: è saturo di magia, e un mortale vi si perderebbe in poche ore. Le creature che lo abitano sono spesso sotto l'influenza diretta di Lìnwàeth. È un luogo di perfetta bellezza e pericolo mortale.
Lingue disponibili:
Comune: la lingua ufficiale di Myr
Elfico: Il Lìnwàthas, che la stirpe dei Thìr'Esse chiama "Il Respiro di Lìnwàeth", non è nato dalla necessità di comunicazione ma è la manifestazione diretta della lacrima luminosa versata dalla Dea nel tempo primordiale. Ogni parola risuona con l'Essenza Eterna e la linfa stessa della Foresta di Elarun.
Il suo ritmo riflette la longevità e il distacco degli Elfi: è lento, contemplativo, mai affrettato. Per i mortali suona sempre come un canto malinconico e regale, portando con sé il peso di millenni.

Caratteristiche di base:
Gli Elfi si dividono in due manifestazioni speculari, eredi diretti dei Primogeniti Aeleth e Cyth.
Longevità: Il Dono dell'Essenza Eterna
La vita dei Thìr'Esse è una manifestazione dell'Essenza Eterna di Lìnwàeth. Essi sono una stirpe di straordinaria longevità, il cui ciclo vitale è vincolato alla resistenza e al lento mutare degli alberi secolari della Foresta di Elarun. La loro carne non cede alla corruzione dell'età per millenni: gli elfi mantengono un vigore fisico e una lucidità mentale quasi perfetti per tutta la loro esistenza.
Questa lunga prospettiva temporale conferisce agli Elfi un'aura di antica saggezza e un profondo senso di distacco, portandoli a osservare il rapido fluire del tempo delle specie mortali con la pazienza di chi non teme di essere consumato dalle ere.
I Discendenti di Aeleth, noti come Elfi Alti, portano impressa nella loro stessa anima il marchio della loro origine nobile, della loro arte sublime e del distacco contemplativo. Sono la prova vivente che la lacrima di Lìnwàeth può manifestarsi come armonia e perfezione estetica. Sono alti, sottili e impeccabilmente eleganti, la loro pelle sembra plasmata dalla luce fredda delle stelle. Di una bellezza statuaria, con lineamenti perfetti e un portamento distaccato che riflette la loro antica saggezza.
I loro capelli sono spesso di un oro pallido o argento chiaro, fluenti e curati, mentre gli occhi brillano di toni verde smeraldo o blu zaffiro.
I Discendenti di Cyth, noti come Elfi Silvani, portano nella loro stessa essenza la legge della lacrima intesa come sopravvivenza, istinto puro e una devozione assoluta alla natura selvaggia. Sono l'incarnazione fisica della verità implacabile di Lìnwàeth e della sua anima indomita.
Rappresentano la cruda e imprevedibile verità della natura. Essi sono leggermente più robusti e agili dei loro fratelli, con una bellezza ferale e indomita, nati per muoversi fluidamente tra radici e ombre.
I loro capelli hanno le sfumature di un nero intenso come la corteccia umida o bruno scurissimo, spesso lasciati sciolti. I loro occhi hanno sfumature grigio-argento o ambra scuro.

Fisiologia e Biologia
La biologia dei Thìr'Esse è una diretta manifestazione del Dono della Dea Lìnwàeth. Il loro corpo non segue le leggi della decomposizione mortale, ma opera come un organismo in perfetta, lenta sintonia con il ciclo immutabile della Foresta.
Fluido Vitale (Sangue): Quando un Thìr'Esse è ferito, non perde semplice sangue mortale.
Il loro fluido vitale è una sostanza luminescente e sottile nota come linfa eterea.
La linfa eterea ha un colore che varia dall'argento liquido (più comune negli Elfi Alti) all'ambra scura (più comune nei Silvani)
Struttura Muscolo-Scheletrica:
gli Elfi possiedono un sistema muscolo-scheletrico completo, ma di una densità e flessibilità uniche.
La loro struttura ossea è eccezionalmente leggera e resistente, non si calcifica o indebolisce con il tempo, permettendo loro l'agilità e la grazia per cui sono noti.
I muscoli sono fini ma resistenti, plasmati non dalla fatica bruta, ma dall'armonia e dal movimento costante.
Discendenti di Aeleth (Alti): Più sottili e leggeri, plasmati per l'armonia.
Discendenti di Cyth (Silvani): Leggermente più densi e robusti, plasmati per l'azione e la resistenza.
Alimentazione e Funzioni Primarie:
gli Elfi possono mangiare e bere, ma le loro necessità sono ridotte e raffinate.
Il loro corpo attinge energia non solo dal cibo, ma anche direttamente dall'essenza eterna che permea il Bosco. Prediligono la linfa pura, i frutti della foresta e i cibi non processati, considerati un'estensione del dono di Lìnwàeth. Il digiuno prolungato, sebbene tollerato, indebolisce il loro legame con l'essenza.
Respirazione: gli Elfi respirano, un atto che per loro è sia biologico che spirituale. Ogni respiro è chiamato Lìn'Essë ("Soffio d'Essenza") ed è un modo per connettersi attivamente con il vento e l'aria pura del loro dominio. L'esposizione prolungata ad aria viziata o innaturale provoca un disagio che è sia fisico che spirituale.
Debolezze
L'udito molto sensibile rende gli Elfi vulnerabili a rumori improvvisi. Un rumore fragoroso entro i 35 metri provoca loro un violento stordimento.
L'olfatto sviluppato degli Elfi li rende insofferenti all'esposizione di odori innaturali, provocando loro nausea e disorientamento.
Essendo nati dalla Linfa e dalla Lacrima, gli Elfi rifuggono i confini murati, preferendo dimorare nell'immensità della Natura.
Provano una sensazione di disagio se esposti a luoghi chiusi per un periodo troppo prolungato.

Appellativi:
-Sidhe (pronuncia “Sci-de”) si usa come appellativo generico del popolo fatato;
-Thìr'Esse (pronuncia “Thìr-èss”) è il nome che gli Elfi usano per definire la loro stessa stirpe, in quanto rappresentano la manifestazione fisica e perfetta dell'unione speculare e completa della loro Dea, Lìnwàeth.
Saluto di razza: Sìlthir (Pronuncia: Sìl-thir) composto da Sìl (splendore argenteo, freddo) + Thir (vista, sguardo profondo). Evoca sia l'indole degli Elfi sia lo sguardo implacabile e la saggezza distaccata, lontana dalla fretta dell'uomo.
I Clan:
Elfi Alti – Clan Thìrandil
Il Clan Thìrandil è la manifestazione vivente della parte più ordinata, contemplativa e luminosa degli Elfi. Essi vedono la loro immortalità come un mandato per raggiungere la perfezione intellettuale, magica e artistica, onorando Lìnwàeth attraverso la creazione di bellezza e l'accumulo di conoscenza.
Elfi Silvani – Clan Ethir
Il Clan Ethir, è la manifestazione vivente dell'istinto puro e della verità implacabile degli Elfi. Essi onorano Lìnwàeth incarnando la legge dei difensori della natura e la necessità essenziale dell'equilibrio. La loro magia non risiede nei rituali complessi o nelle formule intellettuali, ma in un legame simbiotico e viscerale con la terra. Chi appartiene al Clan Ethir serve il ruolo di guardiano del confine del Foresta di Elarun.
Abilità dell'oggetto del Clan Thìrandil (Spilla dei Thìrandil):
1.Concentrazione Millenaria
Grazie ai secoli passati nella contemplazione e nello studio dei princìpi dell'Armonia di Aeleth, gli Elfi Alti hanno una capacità di concentrazione insuperabile.
Bonus abilità +1 Intelligenza.
2.Linguaggio Astrale
Essendo nati dalla stirpe di Aeleth, la loro mente è naturalmente sintonizzata sulle oscillazioni universali e sui linguaggi primordiali.
L'Elfo Alto è in grado di comprendere istintivamente i linguaggi magici e i simboli runici arcani senza necessità di studiarli.
Bonus abilità +1 su Conoscenza (Intelligenza).
3.Lettura del Tempo
La prospettiva data dall'immortalità e dal distacco li rende capaci di valutazioni fredde e precise degli eventi e delle persone. Riescono a valutare la sincerità e le intenzioni di qualsiasi creatura.
Bonus abilità +1 a Percepire Intenzioni (Saggezza).
Abilità del Clan Ethir (Anello degli Ethir):
1.Istinto del Guardiano
L'immortalità dei Silvani è spesa nell'affinamento dei sensi di caccia; percepiscono i movimenti in modo istintivo, reagendo prima ancora che la mente elabori la minaccia.
Individuano trappole e pericoli in qualsiasi ambiente.
Bonus abilità +1 Sopravvivenza (Saggezza)
2.Mimetismo Viscerale
La loro connessione con la Linfa è così profonda che il loro corpo si muove come se fosse parte del bosco. Sanno come camminare senza rompere un solo ramo e possono muoversi silenziosamente in qualsiasi ambiente.
Bonus abilità +1 Furtività (Destrezza)
3.Evocazione Reattiva
La magia degli Ethir nasce dal bisogno e dalla necessità immediata di sopravvivenza, un riflesso dell'istinto primario di cacciatore. La conoscenza arcana è "nascosta" nel corpo e si sprigiona con la rapidità di un attacco fulmineo.
Bonus abilità +1 Intelligenza
NOTA: AL MOMENTO GLI OGGETTI DI CLAN SONO INATTIVI (in fase di implementazione)
Stats da Iscrizione:
+2 Destrezza -2 Robustezza
Abilità di razza
Immunità al Sonno Magico e Resistenza allo Charme
L'anima degli Elfi è forgiata nella Linfa eterna di Lìnwàeth, rendendola intrinsecamente resistente alle manipolazioni mentali che mirano a controllare o a spegnere il loro spirito. Il sonno indotto magicamente è, per loro, un'impossibilità. La loro mente distaccata fatica a farsi ingannare dalle lusinghe.
L'Occhio del Bosco
Abituati alla densa volta del Foresta di Elarun, al crepuscolo perenne e al cielo notturno, i Thìr'Esse hanno una vista potenziata. In ambienti con poca illuminazione, essi possono vedere fino a 36 metri di distanza come se si trovassero a luce intensa. Nell'oscurità totale, possono vedere fino alla stessa distanza di 36 metri come se fosse luce fioca.
Bonus: Gli Elfi sono immuni al sonno indotto e allo charme.
+2 Armi da Tiro (Archi)
