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VORGUL, IL PADRE DEGLI INFERI

“Non temere la putrefazione, piccolo uomo. Essa è il linguaggio con cui il Padre ci sussurra il segreto dell’eternità.”
— Alvador, Araldo del Decadimento

ASPETTO E STORIA

Re e Custode degli Inferi, Signore della Necromanzia e della Non-Morte, Colui che spezza il ciclo, il Profanatore di mondi. Tanti sono i nomi con i quali è conosciuto Vorgul, ma i suoi fedeli e seguaci lo chiamano semplicemente Padre o Signore degli 8 respiri. Prima del tempo, quando il nulla respirava ancora nel silenzio, due soffi gemelli si levarono dal Vuoto: Vareth e Vorgul, Luce e Ombra, Ordine e Caos. Nacquero uniti e divisi nello stesso istante. Da lui scaturì il gelo che spegne ogni vita, da lei l’eco che la crea. Non esistono senza l’altro, eppure si combattono da sempre, come il giorno e la notte. Nelle visioni dei suoi profeti Vorgul appare come una figura titanica e distorta: una figura colossale e scheletrica, alta quanto una torre, coperta da un mantello composto di pelli cucite insieme, ciascuna appartenente a un morto differente (santi, re, animali, demoni , umani , elfi , nani). Dalla stoffa pendono tramite corde tendinee frammenti di ossa e campane d’oro ossidato, che suonano cupe quando egli cammina come una marcia funebre. Il suo teschio è coperto da una maschera di carne viva, che muta in continuazione, a volte mostra lineamenti angelici, a volte quelli di un cadavere in putrefazione. Al posto degli occhi si aprono due vuoti abissali da cui brillano due deboli fiaccole verdognole, candele che non si spengono mai. Dalla sua schiena fuoriescono 8 costole che si curvano nell’aria come ali di un corvo. Esse seguono un respiro inesistente, emettendo una nube di spore e miasmi che corrompono la terra , facendo crescere funghi, larve e mani d’ossa dal terreno. Si narra che Vareth creò, insieme al fratello Vorgul, il ritmo stesso del mondo: nascita e morte, crescita e declino. Ma a lui questo non bastò più e scelse di spezzare il ciclo nella decomposizione eterna. “Da allora, la loro guerra non ha fine”. In un ultimo ed estenuante scontro, Vareth riuscì a confinare Vorgul negli inferi, dove si proclamò Re, imprigionandolo con 7 sigilli. Da quel momento in poì il fratello cova rancore e medita vendetta, cercando costantemente di liberarsi e tornare a profanare il mondo terreno. Di tanto in tanto il suo respiro riesce a violare la sua prigione e tenta di far cadere il mondo. Ma Vareth è sempre in ascolto e pronta per ripristinare l’equilibrio.

DOMINIO E FILOSOFIA DEL CULTO

Non-Morte, Caos, Entropia, Malattia, Distruzione, Putrefazione e Rinascita Il dogma di Vorgul è semplice e perverso: la vita è un errore, perché presuppone la fine. Solo nella decomposizione eterna si trova la pace. Gli accoliti credono che la carne viva sia una prigione e che la putrefazione sia una forma di purificazione Infettare, contagiare, far marcire, rianimare; sono tutti atti sacri perché contribuiscono alla “Grande Piaga”: il processo attraverso il quale Vorgul cerca costantemente di smembrare e far marcire il creato nonostante il suo esilio. Dove gli altri vedono la peste, essi vedono fertilità, dove gli altri vedono i morti che camminano, essi vedono il trionfo della continuità. Le razze che possono venerare Vorgul sono: Demoni,Umani,Vampiri,Angeli neri,Drow e Fate nate da un’emozione negativa.

ICONOGRAFIA E DOTTRINA

Il numero 8 è un numero sacro, perché rappresenta il ciclo infinito della putrefazione. Ne segue che la drottina può essere schematizzata in 8 Dogmi:

  • 1) Tutto ciò che nasce è già in putrefazione -La vita non è creazione ma decomposizione
  • 2) Il dolore è un dono, non una punizione -Attraverso le ferite la carne si apre al respiro del Padre
  • 3) Il morbo è sacro -Diffonderlo è un atto di misericordia
  • 4) Non vi è peccato nella resurrezione -La carne che ritorna è benedetta e il suo fetore è l’incenso del Padre
  • 5) L’anima è una prigione – Solo liberandola dal ciclo naturale si può ottenere la pace
  • 6) L’ordine è una menzogna -Tutto ciò che cerca di restare integro è destinato al disfacimento
  • 7) La morte è la porta, non la fine – La morte non è castigo, ma passaggio
  • 8) L’ottavo respiro è l’eternità -Quando l’ultimo cuore cesserà di battere il Padre inspirerà il mondo e lo restituirà come eterno non-morto.