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Ambientazione

Capitolo 1 La nascita

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Ciclo primordiale (Ignoto, "Anni delle Sorgenti")
All’inizio non ci fu né cielo né abisso, ma Frattura.
Il vuoto si lacerò in silenzi e bagliori e dalle ferite del Cosmo emersero tre correnti di potere:

una dagli Inferi, densa e ribollente;
una dal Cuore della Terra, viva e pulsante;
una dal Cielo, luminosa e instabile.

Dove queste energie si scontrarono nacquero le Sorgenti, pozzi di potere primordiale capaci di plasmare ogni cosa: terra, fuoco, luce, ombra e vita stessa.
Le Sorgenti furono le vene del mondo e il mondo prese forma intorno a loro.

Ad oggi non si conosce l’esatta ubicazione di tutte le Sorgenti.


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2 La Custode


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Ciclo della caduta (0 - 399, "Anni della Custode")
Dalle Sorgenti si levò una coscienza: non era né luce né ombra ma la perfetta quiete tra le due.
Dal suo spirito nacquero i suoi figli: Vareth, l’Alba che perdona e Vorgul, il Padre degli Inferi.
Per ere, la Progenitrice osservò la loro eterna battaglia per il dominio sul mondo, incarnando l’eterna bilancia tra ordine e rovina.
Non poteva intervenire: il suo ruolo era osservare, non agire.
Si limitava a inviare visioni e sogni a chi ne cercava la parola, tramite seguaci votati al suo ascolto, conosciuti come i Custodi dell’Equilibrio.
Ma col passare delle ere, anche la saggezza può consumarsi.
Il dubbio si insinuò nel suo cuore:

"Ciò che era bilanciamento ora è catena. Ciò che era armonia è divenuto prigione."
Il dubbio divenne corruzione.
La corruzione, furia.
Così la Custode cambiò forma, nome e spirito.
Nacque Velkra, la Dea della Caduta.
La sua voce divenne tempesta, le sue lacrime fuoco e sangue.

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3. La Ribellione


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Ciclo della rivelazione (400 - 599, "Anni dell'Ombra")
Velkra guardò i figli e li disprezzò:
Vareth, pura e devota, che cercava di sanare ciò che non poteva essere guarito.
Vorgul, ambizioso e arrogante, che trovava nel male la libertà.

Entrambi, ai suoi occhi, erano fallimenti.

“Se il mondo era una ferita, solo la distruzione poteva guarirlo”.
Così scelse un mortale: Xoth, stregone dallo spirito brillante e dall’anima corrotta.
Gli rivelò i segreti delle Sorgenti e il potere che custodivano: se tutte fossero state spezzate, la realtà si sarebbe riavvolta, tornando all’istante della Frattura.
Un mondo nuovo, senza dèi.
Un mondo puro.
Xoth ascoltò e divenne il suo campione.

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4 Myr

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Ciclo dei regni (600 - 829, "Anni delle Correnti Plenarie")
Alla nascita delle Fratture, sette Sorgenti vennero posate sul suolo di Myr.
Il regno sorse su una scogliera che abbracciava il mare.
All’inizio fu solo un villaggio di pescatori e pellegrini, un luogo di quiete e umiltà.
Ma il potere delle Sorgenti, che scorreva sotto la terra, richiamò da ogni angolo del mondo esseri di forma e spirito diversi, guidati da sogni, brame o profezie.

Alcuni giunsero per custodire, altri per dominare, altri ancora solo per comprendere.
Così Myr divenne crocevia di popoli e misteri e il suo destino si legò per sempre al respiro delle Sorgenti.
Le vie del Regno si disposero come vene, ciascuna legata a un frammento del potere primordiale:
Nella Foresta di Elarun pulsava la Sorgente di Essenza Eterna, che nutriva la terra e infondeva forza ai semi e agli esseri viventi;
Nella Nera Marca ribolliva la Sorgente Cremisi, un residuo instabile dove la magia sussurrava e la terra non conosceva pace;
All’Osservatorio Velato ardeva la Sorgente della Trama, custode delle arti arcane;
Nella Palude di Ghal-Morr si celava la Sorgente della Morte, dove la nebbia non si diradava mai e la terra sussurrava nomi dimenticati;
Sulle Vette Ardenti bruciava la Sorgente del Fuoco, cuore instancabile della fucina divina;
Tra le Pietre Silenti, avvolta da un silenzio sacro, scorreva la Sorgente della Terra, che manteneva il flusso vitale delle radici del mondo;
Infine, nel Tempio di Vareth, brillava la Sorgente della Luce, simbolo di fede e rinascita, il primo raggio che ancora oggi rischiara Myr all’alba.
Ogni Sorgente, come ogni cuore, batteva a ritmo diverso.
Quando una veniva corrotta, un’altra si purificava e così la bilancia dell’esistenza restava in equilibrio.
Le Divinità continuavano a toccare le Sorgenti, benedicendole, maledicendole o plasmandole a seconda del destino del regno.

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5 La Guerra


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Ciclo della frattura (830 - 859, "Anni della Follia Nera")
A difendere il regno di Myr vi erano due Eletti di Asgarth, il Campione di Vareth:
Thorian, il Guerriero del Mattino e Arion, il Custode del Tramonto.
Non molto distante si estendeva il regno di Morak, una terra di colline bruciate e pianure tagliate dal vento, abitata da un popolo temprato nella guerra.
Il loro sovrano, Re Horthan, ascoltò i sussurri di Xoth e offrì la sua spada a Velkra.
Tre Sorgenti riposavano sotto le montagne di Morak e la “Dea caduta” le corrose con la sua volontà.
Le orde di Morak marciarono verso Myr in una guerra di fuoco e incantesimi, trascinando con sé la follia di Velkra.
Xoth cercò di corrompere la Sorgente della Nera Marca, la più antica.
Ma trovò davanti a sé Thorian e Arion, che decisero di fermarlo con il sacrificio: insieme si gettarono nella Sorgente, legando le proprie anime alla Luce di Vareth.
L’esplosione fu devastante.
Xoth venne dissolto, ma parte della sua essenza si fuse con la Sorgente, generando la Nera Marca: un luogo dove la magia non muore e la terra sanguina.
Quella fu ricordata come la Frattura d’Ossidiana, la Guerra di Xoth.

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6 La Rinascita

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Ciclo dell’Eclisse (860 - 880, "Anni della Quiete")
Morak cadde nella follia che aveva servito: le sue steppe divennero deserto, il suo popolo si disperse.
Gli stregoni superstiti si rifugiarono tra le ombre di Myr, studiando i frammenti della Sorgente Maledetta, sperando di riportare in vita il loro Signore Perduto.
Per vent’anni il mondo visse in cenere e silenzio.
Gli dèi tacquero.
Vareth riuscì a rinchiudere Vorgul negli Inferi, dove il fratello si autoproclamò sovrano, vincolato dai Sette Sigilli.
Da quel momento, l’animo di Vorgul arde di vendetta, attendendo il tempo in cui i sigilli cadranno e il suo potere tornerà a camminare sulla terra.
Velkra sprofondò nel vuoto, condannata dalla sua stessa furia.

Le rovine di Myr furono ricostruite da chi sopravvisse.
Ora le Sorgenti giacciono dormienti, i culti si sono dissolti e i pochi che ancora pregano lo fanno per abitudine, non per fede.
Eppure, nelle notti senza luna, dicono che due voci ancora si levino dal vento che scorre sul Regno:
una chiama perdono…l’altra vendetta.

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7 La Ricostruzione e il Concilio


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Ciclo della Rinascita (881 - 900, "Anni della Ricomposizione")
Dopo il silenzio, la città di Myr si rialzò dalle ceneri.
Nacque il Concilio delle Sette Sorgenti, il massimo organo di governo, creato per evitare che la città cadesse di nuovo nel caos.
Esso rappresentava le principali forze politiche, economiche e culturali, riunite sotto l'autorità del Re di Myr.
Il Concilio non solo legiferava e giudicava, ma guidava la ricostruzione, equilibrando potere e stabilità. Ogni decisione diventava un patto silenzioso tra le forze della città, garantendo che il ricordo della Frattura d’Ossidiana non cadesse nel vuoto.

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8 Presente


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Ciclo della Memoria (901 - Presente, "Anni della Vigilanza")
Ad oggi, le Sorgenti giacciono dormienti, i culti si sono dissolti e i pochi che ancora pregano lo fanno per abitudine, non per fede.
Il Re ed il Concilio delle Sette Sorgenti continuano a governare Myr, sedendo dietro porte chiuse nel cuore del Castello della Cittadella, vegliando sulle sorti della città e della sua fragile pace.
Nelle notti senza luna, si dice che due voci si levino dal vento che scorre sul Regno: una chiama perdono… l’altra vendetta.


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